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giovedì 9 marzo 2017

"IL DIRITTO DI CONTARE": LA RECENSIONE

È arrivato anche nelle sale italiane "Il diritto di contare", il film che negli Stati Uniti ha già incassato oltre 160 milioni di euro. Il film diretto da Theodore Melfi, racconta la storia vera di tre donne afroamericane che, negli Stati Uniti dei primi anni '60, erano dei veri e propri geni della matematica che hanno contribuito alla riuscita di importanti missioni spaziali della NASA, come lo sbarco sulla Luna. Un film che preferisce raccontare più che mostrare, rallentando perciò un po' il ritmo della sceneggiatura. Bravissime le tre protagoniste, Taraj P. Henson, Octavia Spencer e Janelle Monàe, così come non delude il ruolo di Kevin Costner che alla fine mostra la sua umanità eliminando la sepazione dei bagni per bianchi e neri.
Una trama molto importante, se si tiene conto anche del contesto storico, sociale e politico che stiamo vivendo e che ha valso anche la candidatura all'Oscar come miglior film. Onore dunque a Melfi per aver portato sul grande schermo un episodio finora piuttosto ignorato della storia della NASA, a tratti avvincente e in altri un tantino noioso. Tuttavia il regista ha saputo sfruttare bene un soggetto molto forte già di suo, in quanto, oltre a raccontare un'inedita pagina della storia della Nasa, racconta anche l'ascesa dell'emancipazione femminile e razziale che negli anni Sessanta non permetteva a bianchi e neri di vivere insieme. Emozionantissima la scena in cui la protagonista urla contro un'arrogante Kevin Costner per dover giustificare la sua lunga pausa per raggiungere il bagno dei neri, relegato ad oltre un chilometro di distanza. Ma il suo talento riuscirà ad abbattere le barriere razziali con grazia e competenza.
Alla fine le tre talentuose afroamericane riusciranno ad imporsi in un ambiente maschile e maschilista, sfidando pregiudizi e discriminazioni razziali di ogni tipo. Siamo nel nostro secolo, ma sembra di stare in un Medioevo moderno, dove la donna viene vista come un essere inferiore, un essere che non può occuparsi di "cose da maschi".

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